Una storia d’amore e di baseball

«Come si fa a non essere romantici col baseball?», si chiedeva Brad Pitt nei panni di Billy Beane in Moneyball. Chiunque mastichi un po’ di questo sport sa che non è possibile togliere il romanticismo dal passatempo americano. Non è un caso che non esista disciplina sportiva più cinematografica e più letteraria del baseball. In nove inning ci sono gli ingredienti di una vita intera, e meglio di tutti lo sanno grandi scrittori come Don De Lillo e Paul Auster che al pari del grande amico Philip Roth non hanno mai nascosto il loro amore per questo gioco, inserendolo spesso fra le pagine delle loro opere. In Un gioco perfetto si respirano certe atmosfere da letteratura americana contemporanea, e d’altra parte l’autore Enrico Franceschini negli Stati Uniti ci ha vissuto a lungo, e il romanticismo cinematografico del baseball ha potuto assimilarlo, tanto da scrivere anni fa la sceneggiatura di un film proprio con il baseball a fare da fil rouge. Il film non ha mai visto la luce, e allora l’ex corrispondente da New York per Repubblica ha trasformato la sceneggiatura in un romanzo.

Questione di amore.

Nove capitoli, come i nove inning di un match di baseball, e l’amore come grande protagonista. L’amore per il gioco ma pure l’amore che sboccia, lancio dopo lancio, tra la protagonista Maggie, proprietaria e allenatrice della franchigia newyorkese dei Cannons, e il giornalista Henry – nome che fa sospettare che vi siano tratti autobiografici nel personaggio. Nelle 170 pagine pubblicate con 66thand2nd (casa editrice che dello stesso autore aveva già dato alle stampe Vinca il peggiore) si sviluppa una trama semplice e lineare, dove si può intuire come andrà a finire senza che questo tolga gusto alla lettura, esattamente come in ogni classico film hollywoodiano che si rispetti. E come in un altro bel libro sul baseball, La partita perfetta di Michael Shaara (dal quale è stato tratto un suggestivo un film), una storia d’amore s’intreccia a un’impresa sportiva, come fossero due rotaie di uno stesso binario. Perché innamorarsi è un po’ come lanciare una fastball: quando (ti) lanci non hai certezze su come andrà a finire, c’è sempre un rischio, ma vuoi mettere l’ebbrezza nel vedere lo swing a vuoto del battitore e la palla finire tra le braccia (pardon, nel guantone) del catcher?

Perché leggere Un gioco perfetto di Enrico Franceschini:

perché la sensazione che si prova quando si lancia un perfect game è quanto di più simile esista ad un amore corrisposto.


Titolo: Un gioco perfetto
Autore: Enrico Franceschini
Editore: 66thand2nd
Anno: 2022
Pagine: 176

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