Viaggio in Coppa d’Africa – Čizmić e Lacerenza

Una guida calcistica del continente nero

di Alberto Coghi

Weah, Drogba, Eto’o e Salah e poco altro. Diciamocela tutta: raramente il calcio africano è andato oltre a qualche stella affermatasi anche nei maggiori campionati europei. Eppure mai come quest’anno il fenomeno pallonaro del continente nero ha intenzione di prendersi con forza una certa notorietà. L’edizione della Coppa d’Africa in Egitto è infatti una competizione “speciale” in quanto ampliata a 24 squadre e giocata d’estate (anomalia assoluta che ha permesso ai giocatori militanti in Europa di concentrarsi per tutto l’anno sul club per poi gettarsi nella competizione). Proprio questi elementi rendono il libro Viaggio in Coppa d’Africa del duo Čizmić -Lacerenza uno strumento utile e preciso per permettere di guardare tra le pieghe del calcio governato dalla CAF. Filippo Maria Ricci, noto corrispondente in Spagna de La Gazzetta dello Sport ed uno dei primi ad occuparsi di calcio africano per il Guerin Sportivo, dice nella prefazione del libro che il lettore potrà godersi «passione autentica e amore per una maglia che spesso ormai rappresenta soprattutto un legame con le proprie famiglie, le proprie radici, le proprie origini». Sulla scia delle parole di Ricci, gli autori definiscono il libro «un ibrido: un po’ libro, un po’ guida, inframezzato da qualche articolo», smascherando la loro scelta di mettere nero su bianco la passione che hanno entrambi da tempo per il calcio africano (documentata anche dal sito Calcioafricano.com citato ad inizio testo).

La guida all’edizione della svolta. Il libro è una sorta di manuale di avvicinamento, o guida per non perdersi in un mondo tutto strano, all’edizione del 2019: nella prima parte gli autori sviluppano la storia della competizione (a partire dal primissimo “triangolare” del 1957 giocatosi tra Egitto, Sudan ed Etiopia fino ai giorni nostri), la seconda parte si compone di un’attenta analisi delle 24 squadre, accompagnata da ritratti dei protagonisti storici delle rispettive nazioni calcistiche (si va dal mito egiziano Aboutrika ad Eliphas Shivute della Namibia, passando per Saido Berahinho, N’kono ed i Bafana Bafana) e da riferimenti fondanti della concezione sportiva del proprio paese. L’ultima parte invece tocca dei temi trasversali al continente africano come la magia nera, tanto temuta in campo quanto esorcizzata dalle autorità calcistiche («Se la stregoneria funzionasse, un’africana avrebbe già vinto la Coppa del Mondo da parecchio tempo»). Merito di Čizmić e Lacerenza è quello di passare al setaccio moltissimi aspetti legati al calcio africano e non solo di natura tecnico-sportiva: per nulla secondari infatti nella comprensione della crescita del movimento calcistico africano sono alcuni aspetti apparentemente rudimentali tipici della tradizione dei popoli protagonisti; tali elementi sono indagati dalla guida e costituiscono la base di un’unità e di un senso di appartenenza che ha portato a risultati sportivi altrimenti inspiegabili per un livello calcistico in certi casi molto basso (il Senegal ai Mondiali del 2002 e lo Zambia nella Coppa d’Africa 2012 sono gli esempi più recenti e lampanti di questo). L’epilogo del libro, composto dai soprannomi tipici africani, dall’albo d’oro e dall’ampia bibliografia a supporto del testo, sottolinea una volta di più la poliedricità del lavoro svolto dai due autori, svelando al lettore come l’Africa sia «sempre piena di sorprese».

Perché leggere Viaggio in Coppa d’Africa: perché ci sono Mobutu, Eto’o, Bruno Metsu e degli improbabili santoni nello stesso libro.

Titolo: Viaggio in Coppa d’Africa. Storia del torneo + Guida all’edizione 2019
Autore: Alija Alex Čizmić, Vincenzo Lacerenza
Editore: Urbone Publishing
Anno: 2019
Pagine: 270