Nikola Jokic come non è mai stato raccontato

Modo di apparire.

Nikola Jokic ha veramente scalato il mondo. Nato nel 1995, questo gigante serbo (210 centimetri per 130 chili circa) è diventato, passo dopo passo, il miglior giocatore di basket di questi anni. Nonché uno dei più speciali di tutti i tempi. Jokic, che dal 2015 milita in America nei Denver Nuggets, è uno di quei cestisti che non si erano mai visti prima. Al contempo potente e creativo, agile e tecnico, trascinatore e altruista. Capace di segnare un canestro o di realizzare un assist, cioè un passaggio smarcante per un compagno, in ogni modo possibile. Il soprannome The Joker richiama le iniziali del suo cognome ma anche il suo modo di apparire, che si può definire “sornione”. Cioè: a guardarlo muoversi sul parquet, Nikola potrebbe sembrare un grosso bonaccione con la testa tra le nuvole. In realtà, sotto quell’aria distratta si nasconde un killer inarrestabile in grado di punire le difese avversarie con disarmante puntualità. Da anni tutti riconoscono la sua grandezza, non a caso ha vinto per tre volte il premio di miglior giocatore della lega americana (il Most Valuable Player, o MVP): 2021, 2022 e 2024.

Modo di essere.

Ma questa onnipotenza non è sempre stata tale. Si è formata un po’ alla volta, una annata dopo l’altra, fra incontri e scontri con varie figure. Tra queste anche il giornalista Mike Singer, che ha seguito per anni la NBA e in particolare i Denver Nuggets, fino a diventarne un componente (Director of Intelligence and Strategy) nel 2024. Singer ha potuto frequentare Jokic per diverso tempo, conoscendolo prima come giocatore e poi anche più da vicino. Dunque, chi meglio di lui poteva scrivere un libro su questo campione “mascherato”, così devastante in campo e così tranquillo, ai limiti del misterioso, fuori? In effetti tutto il volume, suddiviso in tanti capitoli molto brevi, è condito da una certa familiarità. L’autore è entrato in contatto diretto con il suo protagonista. È andato a trovarlo a Sombor, la sua città natale nella parte più a Nord della Serbia. Ha conosciuto i suoi familiari e soprattutto i due fratelli maggiori, da sempre guardie del corpo e della mente del “Joker”.

Modo di giocare.

Un pezzetto alla volta, Singer ricostruisce la grandezza del tre volte MVP. Lo inquadra da diversi punti di vista, andando a intervistare tanti componenti del suo universo: compagni di squadra, allenatori, dirigenti, amici (anche l’osservatore che lo ha “scovato” per i Nuggets). Il libro procede in ordine cronologico ed è molto interessante tornare agli albori del fenomeno, scoprendo come era da giovane sia tecnicamente che caratterialmente. Gli appassionati apprezzeranno anche la ricostruzione delle prime annate in NBA, quando il serbo era solo uno dei tanti talenti che sgomitavano per un posto al sole. La crescita di Jokic, dal ruolo di riserva a quello di dominatore, è documentata molto bene; qua e là emergono anche alcuni aspetti più “difettosi”, come ad esempio una certa testardaggine. La lettura risulta un po’ ripetitiva in alcuni passaggi, ma globalmente scorre abbastanza in fretta. In definitiva, Why so serious? si può sicuramente definire un libro ben fatto, indicato per i tifosi di Jokic e gli amanti del basket.

Perché leggere Why so serious? di Mike Singer:

perché è un libro costruito molto vicino al suo soggetto e dunque molto ben informato.


Titolo: Why so serious?
Autore: Mike Singer
Editore: Rizzoli
Anno: 2025
Pagine: 376

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