L’autobiografia dell’ex calciatore della Juventus

Il personale e particolare “terzo tempo” di Claudio Marchisio, la conclusione cioè della sua avvincente carriera calcistica, come è noto, risale all’autunno del 2019. Sembrerebbe pertanto che solo a partire da quel momento egli abbia potuto finalmente dedicarsi a formalizzare le proprie riflessioni, sviluppandole con intensa sensibilità sociale, e raccogliendole in questo volume in cui esplicita il proprio pensiero riguardo a varie tematiche di attualità (immigrazione, ecologia, razzismo, femminismo, orientamenti sessuali, gender, ecc.). La collaborazione con l’edizione torinese del Corriere della Sera ha certamente affinato la sua capacità comunicativa, stimolandolo sia a precisare il proprio pensiero sia a presentarlo in maniera compiuta in questo libro sicuramente ben riuscito.

Sensibilità umana e sociale.

In realtà, proprio dall’incipit dell’opera, si coglie che questo suo “terzo tempo” non ha affatto il sapore di un “dopo lavoro” o di un “fine impegno professionistico” (la fine delle partite, più che la fine di una partita…), ma costituisce una viva e spiccata predisposizione dell’ex campione, attento e coinvolto nelle problematiche e nei drammi che scuotono il pianeta. Un esempio: «Il 23 maggio 2017 una barca con a bordo 500 migranti viene sballottata dalle onde del Mediterraneo nel bel mezzo del Canale di Sicilia. Quasi 200 persone vengono sbalzate fuori dalla bagnarola … È solo l’ultima delle tragedie in mare di quella settimana… Ricordo ancora quella sensazione di disagio, di vergogna, di nausea per quello che vedevo. Non era certo la prima volta in cui sentivo una notizia del genere, ma fu come se improvvisamente la misura fosse colma…». Ma l’indignazione e lo sbigottimento per quanto successo, subito condivisi sui social, divennero sorpresa e amarezza nel constatare la reazione di alcuni tifosi che gli rimproveravano distrazione e scarsa concentrazione in vista dell’imminente impegno della finale di Champions. «Di colpo realizzai che in molti casi noi calciatori eravamo considerati né più né meno che degli intrattenitori che dovevano offrire uno spettacolo e rigorosamente fermarsi lì… Noi eravamo gli animatori del circo ma fuori dal tendone non era casa nostra, era un territorio in cui non potevamo muoverci liberamente…».

Claudio Marchisio presenta Il mio terzo tempo.

(Ri)conquista di uno spazio.

Ecco, Il mio terzo tempo. Nel calcio e nella vita valgono le stesse regole di Claudio Marchisio rappresenta il suo tentativo di occupare quel territorio preoccupandosi – a pieno titolo! – delle disuguaglianze sociali e dei diritti negati o disattesi: senza ergersi a “maitre à penser” (come onestamente lui stesso dichiara), ma potendo e volendo dire la sua, consapevole che da personaggio pubblico qual è, egli può raggiungere un numero ancor più elevato di persone. Non può più dunque tacere: questo il senso di un lavoro che rappresenta un’ulteriore tappa del suo percorso umano e della sua maturità, per nulla irretita dalla superficialità e dalla precarietà del successo. Successo che, come lui stesso racconta nei primi capitoli, ha potuto ottenere, oltre al prezzo di cocenti delusioni e solenni bocciature, grazie soprattutto al progressivo convincimento che traguardi e trionfi si possono raggiungere “insieme”, in collaborazione e solidarietà con gli altri (che è tutto dire in un ambiente competitivo e selettivo come il calcio…). Si tratta di un libro ben scritto e ben congeniato: a partire dalla propria storia calcistica Marchisio illustra e documenta la propria maturazione (sportiva e umana), aprendo e chiudendo con ricordi personali e aneddoti calcistici curiosi, significativi, rivelatori. La parte centrale del libro, più corposa e caratterizzata, occupa ben cinque dei nove capitoli: cosa questa che al lettore-tifoso o al lettore-ideologicamente-prevenuto potrebbe risultare motivo di non apprezzamento e di non soddisfazione.

Perché leggere Il mio terzo tempo di Claudio Marchisio:

per comprendere che ogni tanto sarebbe necessario dedicarsi ad una sorta di “terzo tempo”: il tempo della sosta e della riflessione, del distacco e dell’oggettività, il tempo in cui è possibile diventare più consapevoli e forse più saggi. Marchisio ne parla nell’ultimo capitolo (tra i meglio riusciti). «Ho capito che perdere contro i grandi non ti rende più piccolo, ma ti mostra la strada che devi fare».


Titolo: Il mio terzo tempo
Autore: Claudio Marchisio
Editore: Chiarelettere
Anno: 2020
Pagine: 177

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