La meravigliosa e tragica storia del Black Mamba

La morte di Kobe Bryant (26 gennaio 2020) è stata veramente un colpo basso da parte del destino. Perché Bryant non aveva finito. Aveva chiuso con il basket giocato, ma in realtà aveva appena cominciato: come marito e papà a tempo pieno, ma anche come amico, testimonial, imprenditore, scrittore. Di certo Kobe non aveva bisogno di morire per diventare immortale. La sua carriera ha lasciato un segno indelebile, nello sport e nei cuori di tutti gli appassionati. Compito di scrittori e giornalisti del settore sarà quello di rinforzare e tramandare il ricordo di questo atleta irripetibile, così profondamente capace di elevarsi nel proprio campo di competenza. Simone Marcuzzi, friulano classe 1981, ha preso la palla al balzo: ad inizio 2021, un anno dopo la dipartita di Bryant, ha infatti pubblicato un libro intitolato KOBE. La meravigliosa, incredibile e tragica storia del Black Mamba (Piemme).

Narrazione.

È un testo di media lunghezza, poco più di duecento pagine, perlopiù scorrevole anche perché i ventotto capitoli sono tutti piuttosto brevi. Marcuzzi ha incrociato diverse fonti: dai libri già scritti su Bryant agli archivi dei siti web specializzati, fino ai tanti video disponibili su YouTube. L’autore ha così ripercorso la parabola sportiva del giocatore aggiungendoci una buona dose di “narrazione”, una venatura introspettiva che parte dai fatti reali per addentrarsi nel campo minato delle ipotesi. In più di un passaggio, Marcuzzi entra nella testa di Bryant cercando di raggiungere i suoi pensieri più profondi. Un espediente con cui lo scrittore prova ad «avvicinare il nucleo più insondabile dell’uomo Kobe» ed orientarsi in quello che definisce un «viaggio nell’ombra». Effettivamente, lungo il suo percorso Bryant ha attraversato diverse zone d’ombra, sul campo da basket ma soprattutto fuori. In tante situazioni – coi famigliari, coi compagni di squadra, con la giustizia – non gli è bastata una tripla da otto metri, o una schiacciata acrobatica, per trovare il bandolo della matassa.

Dark side.

Uno dei temi portanti del libro è proprio il contrasto tra pubblico e privato, tra i continui miracoli sportivi e quella dimensione più intima che Kobe ha tenuto nascosta, alle telecamere ma forse anche a se stesso. Marcuzzi non si accontenta di riflettere la luce abbagliante del campione: vuole indagare soprattutto il suo lato oscuro. Per questo lo scritto incrocia cronaca e letteratura, fisica e metafisica (forse un po’ troppa, in alcuni punti). L’opera documenta con efficace sintesi la complessa crescita del protagonista, dai primi canestri in Italia fino al farewell tour, la parata di addio, della stagione 2016. Ma soprattutto sembra suggerire che, al pari di tutti i mortali, anche un “semidio” come Bryant non vada necessariamente inquadrato come angelo o demone, leader o tiranno. Piuttosto come un personaggio pubblico che più di altri ha esposto il suo miscuglio di chiarore e oscurità. Mostrandoci che forse, più forte è la luce e più è profondo il buio da cui essa si irradia.

Un’intervista in italiano di Kobe Bryant.

Perché leggere KOBE di Simone Marcuzzi:

per provare ad entrare nella mente di Bryant e sentirsi, almeno per un momento, nei suoi panni


Titolo: Kobe
Autore: Simone Marcuzzi
Editore: Piemme
Anno: 2021
Pagine: 228

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