La squadra spezzata – Luigi Bolognini

La Grande Ungheria di Puskas e la Rivoluzione del 1956

di Alberto Coghi

Può lo sguardo di un bambino essere testimone in pochi anni di due delle più grandi rivoluzioni del ‘900? Sì se quel bambino ha vissuto a Budapest negli anni ‘50. Gabor è il protagonista che Luigi Bolognini utilizza come spettatore attivo e passivo della nascita, dell’affermazione e del crollo dell’Aranycsapat, la più grande squadra di calcio mai vista fino a quel momento. Una squadra che dava speranza ad una nazione che, sottomessa al giogo sovietico, provava per Puskas e soci una viscerale appartenenza patriottica. Ma il libro di Bolognini non è soltanto il racconto della squadra di Sebes, ai vari Kocsis e Hidegkuti ben presto si affiancano le figure di Rakosi e Nagy e l’arrivo dei carri armati sovietici nel 1956. Così Gabor passa da spettatore passivo di una rivoluzione calcistica a membro attivo di una rivoluzione sociale e politica per ottenere la libertà del suo popolo.

Il colonnello Ferenc. 50 è il decennio del ‘900 in cui si dirama la narrazione di Bolognini e che ha come chiari punti di svolta il 1954 (anno dei Mondiali elvetici) ed il 1956 (l’anno dei carri armati). 50 però sono anche le partite che giocheranno assieme Puskas e compagni sotto la guida di Sebes. Ruolino di marcia: 43 vittorie, 6 pareggi ed una sola sconfitta (il miracolo di Berna o la beffa di Berna a seconda delle simpatie sportive). È in questo decennio che il piccolo Gabor cresce e si forma come ungherese e come amante di un calcio che si identifica in una squadra ben precisa: la Honved, guidata in campo dal colonnello Ferenc Puskas. Quel piccolo uomo, apparentemente tozzo ma con due piedi che spiegano calcio, è il mito ed il punto di riferimento di Gabor e di un’intera nazione; un’intera nazione che ha bisogno di identificarsi in qualcosa di patriottico per reagire al quotidiano: l’Aranycsapat.

L’identificazione con la squadra. E l’Ungheria di Sebes è il bene più grande che sia stato fatto al popolo magiaro: tanto da spingere i tifosi a contribuire all’edificazione dello stadio di casa (il Nepstadion, lo Stadio del Popolo di Budapest) e ad ascoltare trepidanti alla radio ogni singola parola usata da Szepesi per commentare le imprese della Grande Ungheria (dalla leggenda dei Leoni di Wembley al gol del 3-3 annullato a Puskas). Ma qualcosa, in un mondo che va a rotoli a livello politico a causa dell’oppressione sovietica, va storto anche sul campo. Il 3-2 con cui Rahn consegna la coppa alla Germania Ovest è il momento di svolta anche nella storia del popolo magiaro che si sente tradito ed inizia a mettere in dubbio anche i propri eroi. Il romanzo procede poi con riferimenti ad una Budapest politica che corre velocemente ed inesorabilmente verso il 1956. Gli occhi di Gabor sono più tristi e meno sognanti (anche Puskas lo ha lasciato per Madrid): è giunto il momento in cui lui si sente in dovere di fare qualcosa per il proprio paese.

Perchè leggere “La squadra spezzata” di Luigi Bolognini: Il libro risulta essere un racconto intrecciato tra le vicende sportive della nazionale magiara e quelle di un Paese in lotta per l’indipendenza dai russi. Il racconto di Gabor sintetizza il punto di vista di tanti ungheresi, oscillanti tra il sogno di essere i migliori e la dura realtà di essere quotidianamente sottomessi.

Titolo: La squadra spezzata. La Grande Ungheria di Puskas e la Rivoluzione del 1956
Autore: Luigi Bolognini
Editore: 66THAND2ND
Anno: 2016
Pagine: 160