La storia del calcio in 50 ritratti – Paolo Condò

Diapositive narrative, ma senza la giusta messa a fuoco.

di Andrea Rossetti

Il calcio, quello dei grandi perfettamente cesellabile dallo scalpello della narrazione epica, ha una storia relativamente recente. Un secolo (o poco più), infatti, è nulla davanti all’ineluttabile scorrere del tempo. Eppure non manca certo di pathos, di storie, di miti. Lo sa bene Paolo Condò, pregiata penna dalla Gazzetta e oggi apprezzato opinionista di Sky, che dopo il successo della biografia di Francesco Totti (Un capitano, 2018, Rizzoli, qui la nostra recensione) è tornato in libreria con un nuovo libro. Si intitola La storia del calcio in 50 ritratti (2019, Centauria, pp. 155) e ha proprio l’intento di narrare, con pillole di epica, una parte della storia del pallone.

Dal 1955 a oggi. Una parte sola, sì. Perché Condò è chiaro sin da subito: il suo racconto parte da un anno ben preciso, il 1955, quello del primo match ufficiale della Coppa dei Campioni (tra Sporting e Partizan Belgrado). Una scelta spiegata dal fatto che, a suo parere, l’invenzione di quella competizione portò, per la prima volta, il calcio tra club allo stesso livello di quello tra le Nazionali, cambiando per sempre l’appeal del pallone e la storia, non solo dello sport. Proprio l’ambito storico è un elemento fondamentale di questo libro, come del resto rivela anche il titolo: l’introduzione, in realtà, è una sorta di libretto a sé nel quale, in 45 pagine (praticamente in terzo del volume), il giornalista traccia un sottile filo rosso che unisce epoche, partite, personaggi, stadi, eventi, politica e società dal 1955 a oggi. È solo a quel punto, dopo aver dipinto con dovizia di particolari (forse esagerata) il contesto, che si entra nel vivo del quadro con i 50 ritratti, arricchiti dalle pregevoli illustrazioni di Massimiliano Aurelio.

Ma la “ciccia” dov’è? Ecco, qui sta il punto: in un libro di 155 pagine fatto di diapositive narrative, dedicarne un terzo alla sola introduzione è… un peccato. Perché, per quanto interessante e ben scritta, questa resta pur sempre una sfilza di date, nomi ed eventi. E lo storytelling difficilmente scende a patti con la cronistoria: se si privilegia l’una, per forza di cose di tralascia l’altro. Alla fine, definirla «introduzione» è fuorviante data la sua prolissità (ahinoi, purtroppo risulta essere pure un po’ noiosa). Conclusa questa parte, ci si aspetterebbero i fuochi d’artificio dei ritratti. Invece, no. A ogni personaggio, che Condò ha accuratamente selezionato tra quelli di cui ha potuto, dal vivo o almeno per video, ammirarne le gesta, viene dedicata una paginetta striminzita. Le bellissime illustrazioni arricchiscono certo il libro, ma finiscono per essere le cose che più ti ricordi. Perché anche una penna pregevole e coinvolgente come quella dell’autore fatica a esprimersi in così poche battute. È come prendere un fuoriclasse e relegarlo in un campo da calcetto: i numeri li fa pure, ma il calcio a undici è un’altra cosa.

Piccola delusione. Dopo aver letto La storia del calcio in 50 ritratti, dunque, resta ben poco. Qualcosa in più su alcuni personaggi, decisamente poco di non già noto sulla maggior parte. La scelta (quasi obbligata, immaginiamo, data la brevità dei ritratti) di raccontarne alcuni attraverso degli aneddoti toglie “peso” all’idea del ritratto. È una sorta di metonimia narrativa che non dà profondità e tiene il lettore in una sorta di costante galleggiamento superficiale. Peccato, perché il formato scelto dalla Centauria, casa editrice relativamente giovane (2013) e innovativa ma con alle spalle una storia tutt’altro che banale, è di quelli belli, con una copertina rigida ben lavorata, piacevole finanche al tatto. Le illustrazioni di Aurelio rendono il libro quasi un pezzo da collezione, che è bello poter avere in libreria. Ma sotto il vestito, c’è poco o niente.

Perché legge La storia del calcio in 50 ritratti: perché comunque parliamo di un’opera interessante, che abbina storia a storytelling, parole a immagini. Semplicemente, da Condò ci si sarebbe aspettati qualcosa di più. Un po’ come da Messi quando gioca con l’Argentina.

Titolo: La storia del calcio in 50 ritratti
Autore: Paolo Condò (illustrazioni di Massimiliano Aurelio)
Editore: Centauria
Anno: 2019
Pagine: 155