L’ultimo rigore di Faruk – Gigi Riva

Il tramonto di una squadra e di un paese

di Carlo Necchi

Il presente. Negli ultimi anni, giornalisti sportivi e tifosi hanno più volte fantasticato chiedendosi: al giorno d’oggi, quanto sarebbe competitiva l’ipotetica nazionale di calcio jugoslava? Non che la risposta sia molto complessa: la compagine balcanica potrebbe contare su giocatori come Samir Handanovic, Aleksandar Kolarov, Miralem Pjanic, Luka Modric, Ivan Rakitic, Sergej Milinkovic-Savic, Mario Mandzukic, Edin Dzeko; nessuna teoria è garanzia di successo, ma ci sarebbe quantomeno da divertirsi. Non fosse che questi campioni, come altri omessi solo per motivi di spazio, sono ormai da tempo abituati a sudare sotto casacche diverse. Il perché è ben riassunto nel libro di Gigi Riva, giornalista bergamasco ed omonimo del grande attaccante sardo (nomen omen), intitolato L’ultimo rigore di Faruk.

Il passato. Il rigorista in questione è Faruk Hadzibegic, difensore che tra il 1976 ed il 1995 ha indossato le maglie di Sarajevo, Betis di Siviglia, Sochaux e Tolosa. Oltre che, per 61 partite, quella blu con inserti bianchi della ex nazionale jugoslava. Non solo: Hadzibegic è stato l’ultimo capitano di quella selezione, disfattasi ufficialmente nel 1992 assieme al suo paese d’appartenenza. Negli almanacchi, l’ultima esibizione della Jugoslavia calcistica risulta l’amichevole disputata ad Amsterdam il 25 marzo di quell’anno, persa per 2-0 contro l’Olanda. Di fatto però l’ex repubblica socialista balcanica era già da tempo in fase di disgregazione, sciolta dalle correnti laviche dei nazionalismi che, nel prosieguo degli anni novanta, hanno incenerito i legami politici spargendo vittime su tutto il territorio. In un tremendo battesimo di sangue, gli stati che oggi riconosciamo come Bosnia, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia hanno ritrovato vite autonome e con esse anche le rispettive selezioni calcistiche. Per questo, ai giorni nostri, possiamo solo domandarci che ne sarebbe di un’ipotetica nazionale jugoslava.

Notti Magiche. Se non altro, L’ultimo rigore di Faruk ci aiuta a ricostruirne un ricordo dettagliato: le nefaste cronache di cui sopra affiancano le vicende della squadra di calcio, guidata in panchina da Ivica Osim, ai Mondiali italiani del 1990 in cui anche i Plavi furono protagonisti. Con una formazione non così lontana da quella che si può fantasticare oggi, se non addirittura superiore: basti pensare a giocatori del calibro di Safet Susic e Dragan Stojkovic, sui quali l’autore si spende lungamente, per non parlare dell’ex sampdoriano Srecko Katanec o dei vari Alen Boksic, Robert Prosinecki, Robert Jarni, Dejan Savicevic e Davor Suker, allora tutti poco più che ventenni e quindi freschi del miglior impeto giovanile (all’appello mancava inoltre Zvonimir Boban, squalificato per motivi che ritroverete nel libro). Senza dimenticare il protagonista, Faruk, e il suo ultimo rigore, divenuto simbolo di un contesto storico ed umano ben più delicato di un mondiale di calcio.

Perché leggere “L’ultimo rigore di Faruk” di Gigi Riva: per addentrarsi nella storia della ex Jugoslavia.

Titolo: L’ultimo rigore di Faruk
Autore: Gigi Riva
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Sellerio
Pagine: 184