Poveri ma belli – Lucio Biancatelli

Il Pescara di Galeone dalla polvere al sogno

di Giacomo Moccetti

 

«Eravamo poveri ma bevevamo champagne»

(Vincenzo Marinelli, ex presidente Pescara)

 

Gatta Benini Camplone Bosco Ciarlantini Bergodi Pagano Gasperini Rebonato Loseto Berlinghieri. Per chi ha vissuto a Pescara negli anni Ottanta è una filastrocca, perché tutti sanno recitare a memoria la formazione della stagione 1986/87, quella del miracolo, quella che ha cambiato per sempre il calcio a Pescara. Poveri ma belli (Ultra Sport, 2019, 223 pp.) del giornalista Lucio Biancatelli racconta proprio di quell’annata incredibile e di quella squadra sorprendente, che ripescata dalla C si ritrovò promossa in Serie A. Guidata da un allenatore che nel capoluogo abruzzese è semplicemente una leggenda vivente: Giovanni Galeone.

Un miracolo sportivo. «Pescara è ‘nu film» amava ripetere il tecnico napoletano d’origine ma pescarese d’adozione. E il regista di quel film fu proprio lui. Un film che iniziò nell’estate del 1986, quando la compagine abruzzese, in ritiro con una manciata di giocatori – perlopiù ragazzini della Primavera – lasciati a se stessi, venne ripescata in Serie B dopo la dolorosa retrocessione di alcuni mesi prima. Sulla carta la salvezza era un’impresa, considerata l’assoluta inadeguatezza dell’organico e la poca esperienza dell’allenatore, al suo esordio nella categoria cadetta. Ma quelli erano gli anni Ottanta, anni dove nel calcio italiano tutto era possibile, anche che una squadretta scalcagnata andasse a vincere il campionato contro ogni pronostico. E così fece quel Pescara, e lo fece con un calcio spettacolare, arrembante e coraggioso, un calcio che mandò in delirio la piazza abruzzese scatenando un entusiasmo mai più rivisto da quelle parti.

21 giugno 1987, il Pescara è promosso in Serie A

Il Profeta Galeone. Lucio Biancatelli ha deciso di raccontare quell’annata straordinaria, e le due successive stagioni in Serie A, con un espediente narrativo vincente, facendo parlare direttamente i protagonisti. Perché mettersi a raccontare quanto accaduto quando possono farlo coloro che vissero quelle stagioni in prima linea? E così Poveri ma belli è una raccolta di testimonianze: parlano i giocatori, parlano i dirigenti, parlano i tifosi e ovviamente parla lui, Giovanni Galeone. Un mister che propose un calcio innovativo, fatto di zona e attacco, ma pure un personaggio fuori dagli schemi, che partecipava scalzo alle partitelle, che beveva champagne in spogliatoio, che non si faceva trovare quando lo cercava il presidente ché lui doveva andare a pescare, e che lasciava ai suoi ragazzi una libertà assolutamente inconsueta per l’epoca. Non gli interessava mettere il coprifuoco ai suoi giocatori, gli interessava che si divertissero e che in campo osassero, provassero la giocata. E questa metodologia assolutamente sui generis diede frutti straordinari: dai 21 gol di Rebonato, all’esplosione di Pagano fino alla crescita dei giovani Gatta e Dicara.

Come al cinema. Quel Pescara non fu solamente un fenomeno sportivo, fu innanzitutto un fenomeno sociale, e il testo di Biancatelli ha il merito di far emergere con forza questo aspetto. La città era un tutt’uno con la squadra, in trasferta ci andavano regolarmente oltre diecimila persone, i giocatori vennero adottati da tutta la popolazione. Tra gli stessi calciatori si creò un’alchimia eccezionale sia nell’anno della promozione sia nella stagione successiva, quella della salvezza in A con Junior e Sliskovic, tanto che ancora oggi sono un gruppo di amici che si sente su whatsapp grazie al gruppo “Pescara la salvezza 87/88”. Si andava a cena insieme e poi si andava in chiesa a sentir predicare Padre Guglielmo, ma soprattutto si andava in campo con una spensieratezza che portò dapprima una promozione, e in seguito un’annata di Serie A con risultati eccezionali. Grazie a Biancatelli si fa un tuffo in un calcio e in un’epoca che non c’è più, e che gli stessi giocatori ricordano con nostalgia. Il fatto stesso che i ricordi dei protagonisti non sempre coincidano nei dettagli rende il tutto ancor più gustoso, come a significare che ognuno, di quelle annate irripetibili, ha registrato il suo personalissimo film. E con Poveri ma belli è un po’ come andare al cinema.

Perché leggere Poveri ma belli: perché la grande storia del calcio italiano è composta da tante piccole eccezionali storie. E il Pescara di Galeone è tra queste.

Titolo: Poveri ma belli. Il Pescara di Galeone dalla polvere al sogno
Autore: Lucio Biancatelli
Editore: Ultra Sport
Anno: 2019
Pagine: 223