Verità e ingiustizie sul Pirata

Caso non chiuso.

Pantani è tornato (Piemme, 2014) è stato un best seller travolgente che trattava la tormentata vicenda del campione romagnolo: complotto, delitto, onore i termini, i concetti, le dinamiche allora indagate dal noto giornalista sportivo Davide De Zan. Che ora, col suo Pantani per sempre ribadisce, approfondisce, completa. Un libro notevole per intensità e chiarezza, dal ritmo pacato ma ficcante. Teso a raccogliere indizi significativi ed evidenze utili per riaffrontare il caso – risolto solo in apparenza – di un protagonista assoluto del ciclismo ingiustamente (secondo molti) penalizzato. De Zan non fa mistero della sua amicizia col Pirata: proprio per questo, anzi, sente la responsabilità di non tradirne il ricordo e di onorarne la memoria. Gli elementi che egli ripropone – nuovi o in parte già scandagliati – intendono contribuire a far piena luce sulla discussa avventura umana e sportiva dell’amico. E pur ponendosi nella posizione di strenuo difensore di Marco, è tutt’altro che accecato, prevenuto, indulgente. Nei capitoli centrali sottopone alla riflessione di tutti dati oggettivi, ricostruzioni precise, conclusioni attendibili. Certo si schiera, si espone, manifesta senza alcun dubbio il proprio pensiero e il risultato delle sue ricerche, ma nel contempo documenta, ricostruisce, reinterpreta. Convince.

Persecuzione e accanimento?

«A Campiglio mi hanno fregato» è l’espressione che ricorre maggiormente nel libro. Un avvertimento, un grido, una costatazione. Ed un’esplicita conferma di una pugnalata che – secondo la tesi di De Zan – ha accompagnato il ciclista verso il baratro della tossicodipendenza e della morte. Pantani per sempre non è solo un’opera di denunce e di accuse nei confronti di detrattori, commentatori, uomini delle istituzioni autori di affrettate, sbrigative, precipitose sentenze. Prese puntualmente in esame e – pur con cautela e rispetto – smontate e svuotate una per una sottolineandone le contraddizioni e le approssimazioni. Nel testo non troviamo però solo polemica, ed attacco al sistema. C’è anche – e soprattutto – affetto, ammirazione, riconoscenza nei confronti di un grande atleta e di una persona sensibile e tutt’altro che fragile. L’autore intende sfatare i luoghi comuni che vogliono trasmettere un’immagine di Pantani come perseguitato dalla malasorte e dotato di una personalità debole. Le pagine si fanno ancor più decise e vibranti quando dimostrano esattamente il contrario con esempi e considerazioni. A testimonianza di accanimento e di una deliberata volontà di fiaccarlo, di un incauto desiderio di infangare il suo talento e le sue prestazioni.

Inarrestabile affetto.

Praticamente Pantani si è ritrovato solo contro tutti, contro tutto il suo mondo, spietato e giustizialista. Ad eccezione di mamma Tonina e papà Paolo che hanno sempre creduto in lui e lo hanno sempre difeso, di pochi amici tra gli addetti ai lavori pronti a sostenerlo e a tutelarlo. E dei tantissimi tifosi che non l’hanno mai dimenticato, dopo averlo acclamato in tante trionfali gare. Un fiume di entusiasmo e di amore che produce tuttora eventi, manifestazioni, celebrazioni in suo nome, a perenne memoria. Sono incancellabili i suoi trionfi, il suo stile, le sue battaglie contro i corridori più forti da lui sfidati a viso aperto. Un coraggio da leone, una resistenza e una forza d’animo non comune. Un campione vero che, ancora non si sa perché, è stato azzoppato, contrastato, fermato. Secondo De Zan non tutta la storia è stata sufficientemente chiarita. E ciò che è stato dato per acquisito e definitivo, non può essere archiviato come tale. Per questo il giornalista non intende rassegnarsi: per il legame con Marco, per onestà con se stesso e con ciò che ha visto, verificato, studiato (procedimenti e storture), per etica professionale. È necessario riparlarne, rimettere in discussione le risultanze tecniche e processuali, riaprire il dibattito e le aule dei tribunali: lo deve a «un ragazzo meraviglioso», al «più grande scalatore di tutti i tempi», a quell’«uomo ucciso due volte» ma «che non morirà mai».

Perché leggere Pantani per sempre di Davide De Zan:

perché è sempre il momento giusto per ritrovare Marco Pantani e perché l’opera di De Zan cerca ulteriore verità.


Titolo: Pantani per sempre
Autore: Davide De Zan
Editore: Libreria pienogiorno
Anno: 2022
Pagine: 250

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