Scritti sul calcio di un grande poeta

Si può spiegare?

Si è tifosi della propria squadra perché si è tifosi della propria vita. Titolo lungo, che forse dice già parecchio. O forse no. La domanda di base è: come si può spiegare la passione per il calcio, che in moltissimi casi assomiglia più ad una malattia? Perché una squadra, un giocatore, una partita, un gol, interessano e coinvolgono così tanto un’immensa quantità di persone? Diversi personaggi di spicco hanno provato a fornire risposte. Ricordiamo su tutti Nick Hornby, romanziere inglese autore di Febbre a 90°, uno dei più famosi libri sul calcio da cui è stato tratto anche un film molto piacevole. In Italia, si sa, il pallone appassiona veramente chiunque, dall’ultimo degli impiegati al più istruito dei professori. Un valido esempio può essere quello di Pier Paolo Pasolini, un “tuttologo” che ha più volte dichiarato il suo amore per il calcio (anche giocato). Nel volumetto Si è tifosi della propria squadra perché si è tifosi della propria vita troviamo un altro intellettuale che ha dedicato tanto tempo ed inchiostro allo sport più popolare. Si tratta di Giovanni Raboni, milanese doc nato nel 1932 e morto nel 2004 all’età di settantadue anni.

Tutti alla pari.

Raboni ha lasciato segni profondi nel dibattito culturale italiano, scrivendo per giornali e riviste ed occupandosi di vari argomenti come poesia, teatro, cinema… In pole position tra le sue passioni, però, è sempre rimasto lo sport e in particolare l’Inter, formazione a cui si è appassionato in tenera età e che lo ha accompagnato per tutta la vita. È sempre interessante ricordare come il calcio riesca, in molti casi, ad appiattire le differenze sociali, sia come attività sul campo che come argomento di chiacchiere. Quando si parla di pallone tutti possono partire alla pari: tra tifosi non ci sono opinioni più valide di altre, perché il calcio offre un terreno emotivo alla portata di chiunque. È come un grande piatto pieno di sapori dal quale ognuno può cibarsi continuamente. Giovanni Raboni non sfugge al gioco e questo libro, curato da Rodolfo Zucco, raccoglie alcuni dei suoi interventi dedicati all’Inter e allo sport in generale. Probabilmente è necessaria una certa dose di esperienza per avventurarsi tra queste pagine. Già la prefazione del curatore Zucco non è semplicissima da leggere, perchè la scrittura segue un registro piuttosto alto. Ed anche scorrendo i pensieri di Raboni ci troviamo di fronte ad un livello elevato, come è normale che sia vista la caratura dell’autore.

Significati, legami, emozioni.

Sconsiglieremmo dunque il libro agli appassionati più giovani, che potrebbero far fatica a stare al passo. Crediamo che ci voglia una certa abitudine alla lettura per godere dei contenuti proposti. Detto ciò, troviamo passaggi davvero interessanti. Ad esempio i commenti sulle partite dell’Inter e sui protagonisti in campo, e qui il bello è che lo sguardo di Raboni abbraccia un arco calcistico davvero ampio. Dal secondo dopoguerra fino ai primi anni Duemila, dalle leggende anni Cinquanta (Lorenzi, Nyers) ai brasiliani del nuovo millennio (Ronaldo, Adriano). Molto personali, e quindi significativi, i passaggi sul significato di essere tifosi e in particolare sul legame con l’Inter, squadra capace di ‹‹illudere e deludere i suoi tifosi in tutta la sua lunga e, tutto sommato, gloriosa storia››. Troviamo inoltre le poesie con cui Raboni ha descritto le emozioni vissute allo stadio, in cui l’autore ha specchiato alcune situazioni della propria vita. Chiude il tutto un’ampia sezione (“Apparato critico”) in cui vengono contestualizzati e spiegati meglio i fatti e le persone a cui Raboni ha fatto riferimento nei suoi scritti. Si tratta dunque di un libro breve ma intenso, con cui ogni malato di “pallonite” potrà confrontarsi. Consigliato ai tifosi dell’Inter ma non solo, perché il calcio è di ognuno e di tutti.

Perché leggere Si è tifosi della propria squadra perché si è tifosi della propria vita di Giovanni Raboni:

perché è sempre interessante riflettere sul significato profondo del calcio per i suoi tifosi.


Titolo: Si é tifosi della propria squadra perché si è tifosi della propria vita
Autore: Giovanni Raboni (a cura di Rodolfo Zucco)
Editore: Mimesis
Anno: 2024
Pagine: 140

Lascia un commento





Ti potrebbe interessare anche

la-forma-dei-sogni

La forma dei sogni – Andrej Longo

Clàsicos

Clasicos – Vincenzo Paliotto

kravdona

Kvaradona – Emanuele Giulianelli

Raiola per i nemici Mino

Raiola – Giovanni Chianelli e Angelo Pisani

Condividi
Acquista ora