Le storia calcistica di uno dei campioni moderni più divisivi

«Gol come il quarto segnato all’Inghilterra sono dichiarazioni, servono a ricordarci che Ibrahimović non sarà il più vincente di sempre, né il più efficace e vincente di questi anni, ma è irripetibile e sarà indimenticabile come pochissimi nella storia del calcio sono riusciti a esserlo. In questo, e non è affatto poco, è alla pari di Messi e Ronaldo».

Ce ne vuole per riuscire con una frase ad entrare nella testa del lettore in maniera più dirompente dell’atto descritto nella citazione appena riportata; ed il modo con cui l’autore riesce a mettersi allo stesso livello di un gesto tecnico come la rovesciata con cui viene battuto il povero Joe Hart il 14 novembre 2012 in Svezia-Inghilterra è la scelta stilistica dell’utilizzo di un semplice corsivo per mettere in risalto due aggettivi che diventano così esplosivi: irripetibile e indimenticabile. La penna fresca e abile di Daniele Manusia, innestata sulla struttura ormai rodata e sempre efficace dell’ottima 66thand2nd, sono il binomio che sta sotto a questo libro su un uomo, uno sportivo in missione nel mondo del calcio: Zlatan Ibrahimović. Dopo averci raccontato di Eric Cantona, riferimento che torna nelle pagine del libro quando si parla dell’Ibra ai Red Devils, e di Daniele De Rossi, Manusia, firma principale de l’Ultimo Uomo, si cimenta con uno dei personaggi più iconici e dibattuti della storia del calcio mondiale. Raccontare Zlatan è un’impresa non semplice, a maggior ragione dopo l’uscita della sua tanto nota autobiografia, io, Ibra, pubblicata con David Lagercrantz nel 2011, e per questo l’autore scandisce la carriera calcistica di Ibra attraverso undici date significative nei ventuno lunghissimi anni di una carriera vissuta sempre al massimo a sfidare l’infinito. Carriera che l’autore sottolinea essere divisa in due fasi, prima e dopo il fallimento catalano al Barcellona sotto Guardiola, ovvero quando Ibra ha «smesso di provare a piacere ad ogni costo per essere sé stesso fino in fondo». Carriera che, pur essendo ancora in corso, si alimenta costantemente ed ancora con notevole veemenza delle gesta di campo e extracampo di Ibra (inevitabile punto di svolta e stravolgimento della storia recente del Milan, così come personaggio di spicco all’ultimo Festival di Sanremo).


Il gol del 4-2 in Svezia-Inghilterra.

L’essenza di Zlatan.

Ibra nella sua vita pubblica è stato ed è tuttora tantissime cose che obbligano lo spettatore a prendere posizione rispetto al personaggio e al calciatore; aspetti fastidiosi, prepotenti, superomistici, a volte anche un po’ ridicoli con un’unica costante certezza: l’imporsi di Zlatan in qualunque tipo di situazione da lui vissuta. Il libro tiene dentro tutto l’Ibra conosciuto con la descrizione meticolosa del vissuto e molti dati statistici analizzati (come i 4 gol segnati di petto a Parigi), ad evidenziare tutta la portata del valore del lavoro svolto da Manusia sull’attuale numero 11 del Milan (come ampiamente documentato dalla bibliografia finale). Obiettivo dell’autore sembra essere quello, non tanto di riabilitare un calciatore intrinsecamente divisivo, bensì di spiegare come in ogni suo gesto, in ogni suo gol, in ogni sua scelta ci sia un percorso che ha portato Zlatan a comportarsi in quel modo. Tutto quello che si è detto su Ibra è trattato: l’infanzia difficile, l’assenza di trofei internazionali, la moria da gol decisivi, l’esagerato fine accentratore, il rapporto con Raiola, la prepotenza degli atteggiamenti. L’autore anche se con toni e spazi diversi cerca di comprendere tutto. Grazie al testo di Manusia si coglie ancora più a fondo come Ibra non sia solo un calciatore eccelso calatosi nella parte nel duro spaccone che si sente invincibile, ma una persona estremamente intelligente che ha saputo rendere il suo modo di essere una costante quotidiana in tutta la sua vita (sia “lavorativa” che privata). Con Ibra sembra di assistere sempre a qualcosa che va oltre tanto che, quando si pensa di averlo inquadrato, lui frega tutti ancora una volta. E per questo ci teniamo a chiudere queste righe di inquadramento del libro con una frase di Manusia che ci sentiamo di sottoscrivere appieno: «Guardare Zlatan Ibrahimović è stata un’esperienza unica. Lo abbiamo guardato per ventuno anni consecutivi, normale che a un certo punto sia subentrata un po’ di abitudine, ma lui ha saputo continuare a stimolare la nostra immaginazione».

Perché leggere Zlatan Ibrahimović, una cosa irripetibile di Daniele Manusia:

perché le cose irripetibili vanno vissute, fissate e memorizzate, e trovarle scritte nero su bianco permette di riguardarle in continuazione. Poi uno va a guardarsi i video di YouTube e comprende che il talento di Ibra trascende anche l’immaginazione maggiore.


Titolo: Zlatan Ibrahimović, una cosa irripetibile
Autore: Daniele Manusia
Editore: 66thand2nd
Anno: 2021
Pagine: 169

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