La biografia e i mille volti di un uomo diventato icona

Il filo rosso che lega i tipi di 66thand2nd alle firme di Ultimo Uomo è diventata ormai una piacevole certezza nel variegato panorama della letteratura sportiva italiana. E così, dopo gli ottimi precedenti siglati Daniele Manusia (Daniele De Rossi o dell’amore reciproco), Fabrizio Gabrielli (Cristiano Ronaldo. Storia intima di un mito globale), Stefano Piri (Roberto Baggio. Avevo solo un pensiero e il da poco uscito Italia-Francia, l’ultima notte felice), Giuseppe Pastore (La squadra che sogna), Elena Marinelli (Steffi Graf) e Diego Guido (Paolo Maldini, 1041), ecco entrare nella scuderia anche Marco Gaetani, la cui prima fatica letteraria s’intitola Roberto Mancini, senza mezze misure (66thand2nd, 2021, pp. 252). Il giovane giornalista romano, con questo libro, pare aver giocato d’anticipo – cosa che pochi difensori riuscivano a fare ai tempi in cui il Mancio calcava i campi della A – e aver così dato vita all’opera perfetta per onorare il ct dell’Italia Campione d’Europa.

Indagine dell’anima.

In realtà, però, Roberto Mancini, senza mezze misure è un viaggio che parte da lontano. Ovvero dall’idea che l’ex 10 di Sampdoria e Lazio rappresenti uno degli ultimi esemplari di calciatore italiano capace di segnare un’epoca. Un fuoriclasse a metà, un leader elegante e ribelle, una meravigliosa pennellata su di una tela che avrebbe potuto diventare un capolavoro ma a cui invece è mancato qualcosa. Il libro è una biografia calcistica narrata che parte dai tempi del Mancio astro nascente in quel del Bologna fino ad arrivare alla panchina della Nazionale. In questo lungo cammino tra gol, colpi di tacco, narcisismo e generosità, s’indagano i tanti angoli dell’anima di Mancini, un personaggio che ha sempre preferito mostrare soltanto quei lati di sé che proprio non poteva nascondere, tenendosi per sé tutto il resto.

La meravigliosa parentesi genovese.

Ovviamente, l’esperienza nelle mitica Samp del presidente Mantovani rappresenta tre quarti dell’opera. In quelle pagine che ripercorrono quei giorni traspare, da un lato, la nostalgia per un calcio che non c’è più, ma anche la consapevolezza dell’autore che furono proprio quegli anni a plasmare il carattere e l’essenza calcistica del Mancio.  Non è un caso se, ancora oggi, i rapporti di amicizia e professionali più solidi per l’attuale ct siano proprio quelli saldati nella stupenda parentesi genovese. Forse si sarebbe potuto dedicare un po’ più di spazio al Mancini allenatore, allo stesso tempo simile eppure molto diverso dal Mancini giocatore, ma la scelta dell’autore è comprensibile e condivisibile, alla fin dei conti.

Il lavoro di ricerca.

A proposito dell’autore: come spesso capita nelle opere della collana “Vite Inattese” della 66th, è la scrittura trasparente, lo stile efficace e pulito a rendere il susseguirsi di fatti e aneddoti godibile e coinvolgente. Le dichiarazioni dirette, nel libro, sono poche e riprese da interviste tv o da articoli, eppure s’incastrano benissimo nel contesto, non risultano mai fuori luogo o casuali. La ricerca fatta da Gaetani prima e durante la scrittura (confermata nei ringraziamenti finali) si vede e non può che essere un pregio del libro.

Da personaggio a icona.

Molto interessante, infine, come Gaetani, proprio nel finale, faccia delle riflessioni sull’evoluzione di Roberto Mancini che risultano decisamente attuali oggi che il ct azzurro è divenuto icona avendo guidato la Nazionale al successo di Wembley. Il giornalista non poteva certo sapere come sarebbe finita la cavalcata a Euro 2020 (come tutti noi, lo sperava solo forse, senza crederci troppo), ma in quelle pagine finali sembrava già tracciare i contorni di una figura che, ora, resterà tatuata nella storia. Mica poco.

Perché leggere Roberto Mancini, senza mezze misure di Marco Gaetani:

per indagare la personalità di un uomo che è stato fuoriclasse e fuori dagli schemi e che ha saputo maturare senza perdere fascino.


Titolo: Roberto Mancini, senza mezze misure
Autore: Marco Gaetani
Editore: 66thand2nd
Anno: 2021
Pagine: 252

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